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DENUNCIA DI PATRIZIA CORDONE

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Richiesta di pubblicazione.

Buongiorno Dott. Andria,
conosco il blog, che seguo da anni, e per il quale Le chiederei cortesemente di pubblicare la mia denuncia.
 
Grazie per un riscontro.
 
Distinti saluti.
 
Patrizia Cordone
 
Presentazione
Mi chiamo Patrizia Cordone, sono nata a Palermo il 3 aprile 1962,ho cinquanta due anni, abito in un condominio Aler, corso Garibaldi 117, in zona Moscova a Milano.
Essendo il mio stile di vita improntato alla riservatezza rasente l’anonimato non sono adusa ad esternare alcunchè, soprattutto se ciò riguarda eventi dolorosi ed umilianti la mia reputazione femminile, rispetto ai quali a tutt’oggi non ho riscontrato il dovuto ristoro nonostante denuncie documentatissime e relative integrazioni. Tuttavia la situazione è talmente grave da necessitare il presente articolo quale denuncia pubblica, auspicando l’avvio di serie indagini, che conducano all’accertamento di autori e mandanti.Contestualmente ed esplicitamente rivolgo il mio appello alle lettrici e ai lettori, qualora a conoscenza, di segnalarmi via email informazioni, notizie, avvenimenti o quant’altro di loro conoscenza, ritenuto utile riguardo i fatti riportati di seguito, il cui periodo decorrente è il mese di dicembre 2008, con un’ impennata tra la primavera e l’estate del 2009, alcuni di tali eventi perdurano a tutt’oggi attraverso variegate manifestazioni. Uguale appello è rivolto alle e ai condomini dello stabile, affinchè spezzino la tradizione del fardello dell’omertà, che non è mai innocente. Ogni comunicazione potrà essere inoltrata al mio indirizzo di posta elettronica: 
> Gli eventi criminosi includono numerose violazioni domiciliarie sia diurne che notturne, anche in mia presenza, i cui risvegli seguiti sono meglio descritti più avanti, con gravi esiti: i ripetuti cambi della serratura della porta di casa non sono serviti a scongiurare i reiterati accessi illegali, nè d’altronde la mia facoltà materiale mi consente di tutelarmi con l’adozione di un sistemadi videosorveglianza atto a registrare i soggetti criminali, nè posso confidare sulla collaborazione di conoscenti in caso di mia assenza. Inoltre i crimini afferiscono a ingiurie, calunnie e diffamazioni riguardo la mia condotta morale.Come se non bastasse, subisco un selvaggio stalking finalizzato all’isolamento sociale dappertutto,persino anche presso alcune persone di un ambiente da me noto e frequentato anzitempo, nonchè molto altro.Nessun riparo o supporto di vario genere mi è stato concesso, nonostante numerose richieste d’aiuto esplicitate per iscritto anche ad alcune associazioni preposte all’accoglienza di donne in pericolo.Ovvia conseguenza,ciò va precisato,è che tale situazione mi sta anche causando un aggravamento delle mie condizioni fisiche, già compromesse da preesistenti patologie fisiche accertate nella misura del 75% dalla preposta commissione provinciale degli invalidi civili di Milano.
>
Condizioni di salute
> Concomitanti agli eventi tutt’altro che infrequenti sono stati i miei ricorsi all’intervento della guardia medica e del pronto soccorso, come da debitamente debitamente documentato e trascritto in ogni denuncia con i relativi aggiornamenti, nonchè riferito ulteriormente in perizia medico-legale, dalla quale si evince il seguente passaggio:”una tale concentrazione di serissimi problemi di salute, tutt’oggi perduranti e affatto risolvibili costituiscono una rilevante e considerevole eccezione nel curriculum della paziente;non è superfluo rimarcare inoltre, che si aggiungono a cronici e ingravescenti disfunzioni osteoarticolari”.
> Infatti, la perizia medico-legale redatta in data 7/5/2013 distingue nettamente il mio stato di salute ante e post gli eventi traumatici, ciò è di fondamentale importanza; descrive dettagliatamente le patologie sopraggiunte concomitanti agli eventi in corso ivi incluse ovviamente le aggressioni subìte, con l’indispensabile supporto degli esiti da indagini strumentali, di relazioni fisiatriche e ortopediche; di certificazioni redatte dal medico curante; della terapia farmacologica seguita e delle spese sostenute. Particolare attenzione è altresì riservata ai disturbi ginecologici, agli inquietanti risvegli mattutini con annesse sorprese rinvenute in casa, oltre ad altre rinvenute al mio rientro; alle anomale acutissime tendiniti tutt’oggi perduranti; alle intossicazioni fraudolente subìte da sostanze stupefacenti verosimilmente; allo stato d’ansia anch’esso tutt’oggi presente; alla tachicardia parossistica sopraggiunta, così come all’ipotensione cronicizzata; alle fibromiagie diffuse; alla poliartralgia ed altro di seguito meglio specificato nella suddetta relazione.
>
> Come se ciò non bastasse, da ben cinque anni devo limitare le mie uscite utili per seguire cicli di terapie fisiatriche, peraltro a me necessitanti stante le mie condizioni di salute. Della preesistente situazione di salute l’A.G. ne è già a conoscenza, attraverso la denuncia del 30/8/2008; del 16/11/2009, nonchè del peggioramento fisico a seguito degli eventi in itinere come da ulteriori allegati documentari riprodotti alle stesse; altra querela-integrazione presentata in data 22/10/2010 con dossier medico all. 229; lo stesso valga per le successive querele-integrazioni del 14/4/2011, del 23/11/2012 e del 28/2/2013.
> La presente denuncia pubblica è suddivisa in capitoli per argomenti: descrizione general; altri esiti delle violazioni domiciliarie; ingiurie, calunnie e diffamazione concomitanti alle violazioni domiciliarie; varie precisazioni riguardo le premesse; intossicazioni presso esercizi pubblici; attività persecutoria e diffamatoria, abusi e anomalie rispetto allacorrispondenza cartacea; abuso alla corrispondenza elettronica; ripercussioni subìte; considerazioni finali.
>
> Descrizione generale
> Vivo da sola, avendo smesso l’attività lavorativa da tempo (lavoravo presso una società del gruppo Banca Intesa) contavo di potermi dedicare oltre che al necessitante protocollo di cure fisiatriche a me indispensabile data la patologia ingravescente di cui sono portatrice, anche ai miei innumerevoli interessi culturali persino con la frequentazione di lezioni universitarie, non mancandomi nè le risorse intellettuali tantomeno quelle spirituali per assestare le disgrazie, forse questo sortisce dal rispetto di sè. Purtroppo tale sistema esistenziale è stato di fatto sconvolto violentemente.
> In coincidenza temporale ad una mia denuncia di ingiurie, calunnia, diffamazione e danni materiali a mio danno, a partire dal 2008 subisco una serie di reati in modo crescente ed esponenziale, tutti documentati e denunciati il 18/8/2008, 30/8/2008, 16/11/2009, 22/10/10, 14/4/2011, 23/11/2011, 28/2/2013. Tali misfatti sono ascrivibili a violazioni molteplici lesive l’integrità fisica, la salute, la reputazione, l’immagine sociale, il nome, l’identità personale, la riservatezza e la propria sicurezza, più precisamente:
> 1)numerose ingiurie, calunnie e diffamazioni, anche con disegni espliciti me riguardanti presenti all’ingresso condominiale;
> 2)molteplici violazioni domiciliarie anche notturne in mia presenza,con danni alla salute … femminile, con rinvenimenti offensivi alla mia condotta morale,anomali guasti, con sottrazioni documentarie, nonchè spostamento e rimaneggiamento di oggetti;
> 3)abusi e anomalie riguardo la mia corrispondenza cartacea ed elettronica, ibidem per il servizio di telefonia fissa;
> 4)interferenza nella mia vita privata;
> 5)rifiuto (omissione) di servizio presso pronto soccorso;
> 6)adulterazione e/o comtraffazione di sostanze alimentari e di bevande presso esercizi pubblici;
> 7)ininterrotta attività persecutoria;
> 8)limitazione della mia sicurezza;
> 9)terrorismo psicologico;
> 10)isolamento sociale;
> 11)costrittività ambientale.
> Di fatto alcuni di questi reati, particolarmente gli ultimi cinque, volgono a un intento intimidatorio e dissuasivo contro ogni mia iniziativa a tutela dei miei diritti lesi con gli unici strumenti civili, che conosco, ovvero diffide e denuncie.
>
> A partire dalla fine del 2008 subìvo violazioni domiciliarie: tutt’altro che rari sono stati i miei risvegli mattutini improvvisi, colta da un acuto stato d’ansia; altre volte, invece, difficilissimi con torpore diffuso, strani indolenzimenti “femminili”, muscolari ed osteoarticolari. Inoltre menziono, in riferimento ancora ai miei risvegli mattutini, le sorprese in casa, quali ante aperte dell’armadio posto in camera, di fronte al mio letto, oppure, in pieno autunno, svegliata dal freddo a causa di finestre aperte da chissà chi, ritrovarsi a gambe divaricate; accorgersi di una strana limatura-taglio ad un anello in oro, con motivi greci, che indossavo sempre all’anulare sinistro, e mai sfilato da tantissimi anni accorgermi di una strana macchia circolare giallognola sulla federa del cuscino, rilevare che il bordo della protezione di vetro dell’orologio da polso,posto su un cassettone in camera, presentava una strana scanalatura con un sottilissimo filo nero incuneato, che inspiegabilmente non ci sarà più nel settembre 2009.
>
> Nonostante cure e terapie appropriate, concomitanti alle violazioni domiciliarie erano i perduranti disturbi ginecologici, che decorrevano inesorabilmente e risulteranno difficili da eradicare: da esami compiuti in data 19/6/2009 si evinceva la presenza di numerose colonie infettive la zona pelvica i cui esiti diagnostici sono stati riprodotti in allegazione alle denuncie, ivi comprese le relazioni del mio medico di base e successivamente riportate dal mio perito medico legale nella sua sopramenzionata relazione.
> Cosa sia accaduto durante le ore notturne, non lo so, patendo una pressocchè totale amnesia. Da mie ricerche ho evinto l’esistenza di droghe inabilitanti la coscienza, la volontà e la memoria, riducenti la vittima a un totale stato di passività finalizzata alla violenza sessuale, tutte peculiarità indispensabili a garantire l’impunità e il non riconoscimeno dei rei …. seppure va detto, che non di rado per accertarsi dell’efficacia di tali sistemi fraudolenti e coatti abbia notato un certo richiamo d’attenzione al mio passaggio da soggetti maschili e femminili all’interno del condominio, ma non solo. Ciò accadeva regolarmente a seguito dei miei anomali risvegli…Il sito web è Favis, droghe delle sette, di cui riporto il link:http://www.favis.org/favis2/le-droghe-nelle-sette.html
Associare le ripetute violazioni domiciliarie anche notturne, le ingiurie, le calunnie e le diffamazioni lesive della mia integrità morale, compresi i disegni oscenamente offensivi all’ingresso condominiale, i disturbi ginecologici alla probabile fraudolenta somministrazione delle sostanze testè riferite mi ha richiesto tempo, dato lo shock traumatico causato dall’incalzare degli eventi. Del resto, ben si sa, che un’accurata elaborazione richiede spazio e concentrazione, eppure ciò nonostante il tutto è stato da me documentato, riferito e ribadito in tutte le denunce depositate.
– Ancora in riferimento alle numerose violazioni domiciliarie subìte, dileggiando i miei valori, i criminali hanno lasciato quale sgradevole sorpresa delle fotocopie di dubbio gusto con una scelta antologica di brani della letteratura: una novella di Boccaccio; Gargantue e Pantagruel di Rabelais; L’idiota di Dostojevski; Eros e Priapo di Gadda e altro ancotra. Leggendo, anche svogliatamente, i brani selezionati ecco la risultante dell’insulto: suore-meretrici, fatue velleità culturali, colto-idiota; inedia-esibizionismo (evidenti riferimenti di ingiurie ad attività di prostituzione!) Ciò fa il paio con i disegni presenti apparsi all’ingresso condominiale raffiguranti l’ubicazione del mio appartamento, cioè A12; un grasso maiale trafitto da una freccia; un fiore con sfumatura; una silhouette femminile, con il capo cinto da una corona e dalla scritta “drug”.
> – Inoltre, tra il 20/7 e il 10/8/2009 per ben due volte trovavo anomale tracce giallognole sulla stessa sedia bianca tra il tavolo e il mobile-dispensa in sala: mi accorgevo trattarsi di sperma e di due peli. In data 13/7/2010 constatavo, che l’orlo di un sottogonna blu era stato arrotolato ad altezza inguinale e fermato internamente con due spilli dalla testina azzurra, rilevavo anche esser stato tagliato un pezzetto di stoffa a forma di triangolo dallo stesso. Il reperto è stato da me ripreso e conservato assieme agli altri. Inoltre aggiungo, che rinvenivo in casa la presenza di „strane“ sostanze sparse in oggetti comuni, persino anche nel cibo.
> – Nel luglio 2009 notavo della polvere irritante all’interno di scatole di raccolta di audiocassette. Gli oggetti con presenza di sospetta aspersione sono tutt’oggi conservati a disposizione dell’A.G.: una spugnetta, un borsino rosso, una vecchia scatola rettangolare portapenne, un’edizionedi settimana enigmistica, un portaocchiali nero, una scheda telefonica Telecom, un piccolo notes da borsa, una piccolissima maschera in terracotta, un’etichetta d’abito e pagine di articoli poggiati sul ripiano a destra della libreria all’ingresso, una scatola di detersivo sbiancante Omino bianco, infine la poltrona presente in camera.Il tutto è stato descritto opportunamente nelle denuncie; i reperti sono conservati per l’A.G. Riguardo al cibo notavo stessa peculiarità, trattandosi di prodotti in contenitori non deperibili, provvedevo a conservarli per verifiche.
Altri esiti delle violazioni domiciliarie
> Numerose violazioni domiciliarie sono avvenute con danni rilevanti, descritti e documentati, come sempre trattasi di sottrazioni di documenti anche medici, vecchissime dichiarazioni di redditi e documentazione fiscale/contributiva Inps, in regime di lavoratrice dipendente, nonchè di denaro; danni all’impianto hi-fi, al telefono, alla segreteria telefonica. Il maggiore danno ha riguardato la cucina e l’impianto a gas pur essendo stato riparato più volte da ditte specializzate rilascianti adeguata certificazione di esecuzione dei lavori in conformità della vigente normativa, è stato sempre danneggiato fino alla chiusura da parte di A2a, per motivi di sicurezza. Ciò con enormi difficoltà, riferite al mio stato di handicap chiaramente rilevato in perizia medico-legale. Si precisa, che tale disagio è stato sempre riferito in ogni mia denuncia, con una dettagliata ricostruzione. A tutt’oggi per l’igiene personale e la cottura dei cibi mi avvalgo di un fornellino da campeggio.
Di tali problemi erano al corrente il dott. F. dell’Asl di via Statuto e il mio perito medico-legale, dott. A.A., che ne riferisce anche nella sua relazione.
Ingiurie, calunnie e diffamazione, concomitanti alle violazioni domiciliarie.
Riporto soltanto alcuni degli …. edificanti complimenti e comportamenti subìti.
1)”Che ne so se mi fotografano con le abitudini che hanno qua dentro, visto che fotografano e riprendono abusi sessuali che simulano”, ingiuria rivoltami dall’addetto alle pulizia, in dipendenza da Aler, amministratore del condominio, quale riscontro a una mia richiesta compiuta riguardo i rifiuti nella coorte condominiale ;
2)improperie a volte velate altre meno da parte di T.“Lei si è fatta tutte le caserme” detta da G.A.; “libertà per una donna sola di ricevere chi si vuole….anche le puttane vanno salutate”, dette da A.S.N;
3)Puttana, te la farò pagare anche a costo di andare in galera, pazza, figlia di bastardi”, “ brutta troia, puttana, bastarda”, “deficiente, zoccola, cretina“: tali ingiurie mi furono profferite la prima da G. A., la seconda da C., la terza dal figlio di A., come riferito nella denuncia del 18/8/2008. “
4)Put…, fitusa” profferiti dal figlio di A. sottolineati da una volgare gesticolazione ripetuta, consistente nel simulare una circonferenza, unendo indici con i pollici di entrambe le mani, tenendo a pugno chiuso il resto delle dita, come riportato in integrazione del 30/8/2008. Minaccie e danneggiamenti sono anch’essi descritti nella suddetta denuncia, oltre che nell’integrazione s.m.
5)“Vacca”,“M., questa ieri ne ha ricevuti cinque”: queste espressioni venivano usate da A., come riportato nella denuncia del 16/11/2009. Sempre A. guardava con morbosa animalità e insistenza, ghignando; al mio invito di volgere lo sguardo in basso, la A. rispondeva “ti devi nascondere, con quello che hai fatto”. Altra grave ingiuria circa uso di sostanze stupefacenti, rivoltami da A. Illazione identica accompagnata da sollazzo generale.
6)Comportamenti ed espressioni a me lesive usate da T., che sicuramente …sa.
7)comportamento molesto da parte di G.P.
8)Altre ingiurie accompagnate da comportamenti terroristici, mi erano rivolte da F.R. Attenzioni non gradite (sguardi insistenti) dal personale di una ditta presente nello stabile.
9)Atteggiamento non gradito da parte di personale dell’amministratore condominiale.
10)Tutt’altro che rari i “convegni” con personaggi assidui nel 2009, da me riconosciuti:tale movimento continuo, soprattutto serale, talvolta a notte fonda, mi procurava forte ansia. Ancora oggi, incessantemente dall’appartamento di A./C. giungono ingiurie indirette “ma sta but.. picchi un sinni va in Palemmu (questa p. perché non se ne va a Palermo), “deficiente, handicappata, disoccupata, troia, malata di mente, non la cerco nessuno, perché non si trova un maschio?….”
11)Due episodi di massimo volume dell’audio della televisione, dialoghi pornografici, provenieniente dai piani superiori al mio appartamento.
12)grave allusione, a una mia presunta scostumatezza nota a tutti, mi veniva rivolta da un titolare di un negozio di ferramenta presente in zona.
13)Inoltre subìvo due aggressioni. In data 31/7/2010, nella coorte condominiale, G.P. avanzava minacciosamente contro di me, per farmi indietreggiare, tentando di avvicinare la sua faccia alla mia, urlandomi. Non era solo, fra gli altri accorreva A.a unirsi alle ingiurie e al comportamento identico, assieme a una decina di persone. Tutti gli altri assistevano impavidi, come a uno spettacolo. Lo stesso mi strattonava pesantemente fino a farmi male alla spalla sinistra, tanto da dovere ricorrere al P.S.: l’episodio è riportato in denuncia,con relativa documentazione medica, nonché ripreso in perizia medico-legale.
14)In data 14/1/2011 subìvo altra aggressione, stavolta da G.D.A.. Ero in attesa dell’ascensore, quando la tal vicina mi colpiva alla nuca e alle spalle, strattonandomi e profferendo ingiurie, come riportato in denuncia, unitamente alla descrizione delle cure mediche a cui mi sottoposi.
Che quanto descritto, sia da attribuire a una mera coincidenza oppure di calcolata nonchè pianificata attività ritorsiva al mio esercizio di tutela dei miei diritti lesi compiuto attraverso lettere di diffida ad personam e successivamente denunce è una questione, che mi pongo data l’indiscussa sistematicità degli eventi occorsi a mio danno. L’ovvia conseguenza generale è il ricorso all’uso della forza propagandistica, ovvero diffamatoria a danno del mio nome e della mia reputazione, così come al cambiare le carte in tavola e mistificare sulla superficie dell’immagine altrui, ciò che non è, se non risultante da simulazioni e dissimulazioni continue, a indubbia copertura degli esecutori dei crimini e dei loro complici, compiute con il ricorso a mezzi artificiali contro la volontà della vittima predestinata.
Evidenzio, che gli eventi soprariportati e molti altri venivano da me debitamente contestati per iscritto ad ognuno dei mittenti, inoltre provvedevo personalmente alla consegna delle copie delle suddette lettere di diffida per conoscenza anche all’amministratore dello stabile, con deposito presso l’ufficio protocollo dell’Aler, sito in viale Romagna, come risulta agli atti della documentazione allegata alle denuncie. Nessuna parola di conforto, nè di solidarietà da nessuna/o dell’inquilinato, tanto meno dall’Aler, di fatto rimasta inattiva.
Segnalazioni ad Aler
Sempre per iscritto e dal mese di marzo 2009, a mezzo fax e/o lettera raccomandata chiedevo ad Aler l’adozione di un sistema di video sorveglianza e di monitoraggio,onde individuare gli esecutori dei crimini a mio danno, previa debita documentazione degli accadimenti incorsi. Di fatto nessuna operatività veniva avviata, subendo, di contro, atteggiamenti sfottenti e, ancora peggio, ridanciani anche da parte del personale stesso,come riferito in tutte le denunce menzionanti i contatti e i tentativi presso Aler. Persino la richiesta di cambio alloggio mi veniva negata, nonostante la documentazione da me riprodotta. Tali riferimenti sono riportati e documentati in tutte le mie denuncie.
Un’osservazione va fatta. A torto o a ragione, questo condominio, e chiunque ci abiti al suo interno, è considerato una porcilaia, perchè popolare, peggio se in un quartiere borghese come Moscova. In realtà, il condominio vivrebbe forse in una zona franca … per estensione a quanto parrebbe diventato il quartiere, dove tutto o quasi avviene con lacriminale convinzione di omertà, complicià e impunità: di verissimi scandali ce ne sono e riguardano lacriminalità organizzata, anche in questo quartiere, infatti gli aggiornamenti risalenti all’estate del 2010 scoprono indegnamente, per chi presume l’impunità, di quanto inconsistente sia questo velo di sanità e integrità economico-finanziaria.
Settore Handicap del Comune di Milano, Coordinamento nuclei distrettuali disabili
Neanche dal suddetto ufficio, attraverso l’assistente sociale di riferimento, sig.a P. ottenevo alcun esito, anzi al contrario: dopo pochi mesi il servizio di assistenza domiciliare da me fruito veniva interrotto bruscamente, ne seguiva una debita contestazione da parte dell’avv. O., a mezzo lettera racc. del 12/10/2009, mai riscontrata.Più diffusamente è riportato nella mia denuncia del 2010.
Varie precisazioni riguardo le premesse
A causa di ingiurie, calunnie, diffamazione e danneggiamento come già menzionato, presentavo relativa denuncia in data 18/8/2008 presso una sede operativa delle forze dell’ordine, referente dell’iter era il sig. P.R.. Seguivano convocazioni per farmi desistere dal proposito della denuncia, prospettando eventuali ritorsioni, insistentemente fin dal primo incontro in sede svoltosi il 25/8/08 fino all’ultimo avvenuto il 17/11/08.Né… mi è chiaro, cosa intendesse P.R. con l’espressione “possibili ritorsioni” a fronte del mio secco, nonchè reiterato rifiuto a rimettere querela ed integrazione.Nell’ottobre del 2009 a seguito di una telefonata da me compiuta presso la suddetta sede, parlavo con il sovrintendente, sig. M., da cui risultava quanto segue: il funzionario asseriva, che tre accertamenti erano stati richiesti e compiuti, di cui l’ultimo in data 6/6/2009. Quindi chiedevo accesso agli atti, che mi veniva negato. Di fatto, per me, gli accertamenti corrispondevano all’incremento esponenziale dei fatti da me subìti e oggetto di mia ulteriore denuncia. Chi e perchè abbia richiesto tali verifiche, i cui periodi corrispondono ai danni inflitti, non è ancora dato a sapere. Di fatto né la mia denuncia, né la successiva integrazione datata 30/8/2008, quest’ultima da me depositata presso gli uffici centrali e di competenza trasmessa alla sede periferica risultavano agli atti della Procura, ciò fino a gennaio 2010, se non successivamente a seguito di mie lettere di sollecito trasmesse a mezzo fax alla sede terrritoriale in questione, oltre che per conoscenza alla sede centrale e alla Procura. Maggiori dettagli sono riferiti in narrazione nella denuncia del 2010.
Intossicazioni presso esercizi pubblici
Sono avvenuti degli episodi di sospetta intossicazione presso alcuni bar in gran parte presenti nella zona dove abito, cioè Moscova-Garibaldi, nelle date del 1/6/2009; il 3/6/20909; maggio 2009; il 16/6/2009 ed il 7/8/2009. Ad ogni assunzione di qualsiasi bevanda al bar mi coglieva lo stesso malessere caratterizzato da tremori, tachicardia, improvvisa stanchezza, cerchio alla testa e ….spasmi disturbanti la zona pelvica, come riferito nelle denuncie. Tali eventi sono stati sempre riportati al dott. F. e al mio perito, dott. A.A., proprio nell’estate del 2009. Dell’ennesimo episodio da sospetta intossicazione, con uguali sintomi, avvenuto in data 7/10/2009,nonchè dell’omesso soccorso presso un rinominato centro di assistenza per eventi tossicologici, si riferisce in due denunce.
Attività persecutoria e diffamatoria
Con decorrenza databile marzo 2009 ho notato il compiersi di creazioni artificiose di alterchi volgari e pesanti in ogni dove, in luoghi pubblici e aventi me direttamente come bersaglio, con i pretesti più svariati, con la manifestazione di comportamenti lesivi ed espressioni offensive usati nei miei riguardi, da soggetti noti, mentre in altri casi non noti. Seppur con modalità diverse, ma dagli effetti più nocivi platealmente mirati alla mia emarginazione, ciò sta riguardando anche alcune persone deI un ambiente religioso, sia ortodosso che ultraortodosso, che frequento da tanti anni: a nulla, a tutt’oggi sono valse le mie contestazioni e diffide scritte, nè alcuna giustificazione o scuse sono state ammantate a mio favore.
Abusi e anomalie rispetto alla mia corrispondenza cartacea
Nell’integrazione del 30/8/2008 riferivo di violazioni subìte relative alla mia corrispondenza, a partire dal secondo semestre del 2001 e in coincidenza di una lettera di richiamo da me inviata a una vicina di casa, G.A, a mezzo racc. il 23/4/2001. Dopo alcune verifiche verso i mittenti abituali, interessando persino la direzione del recapito postale in Lombardia, a mezzo lettera-fax in data 10/3/2003, peraltro senza esiti, provvedevo in data 19/4/2004 a stipulare un contratto di locazione per la casella in un ufficio postale, rinnovando l’abbonamento fino al 2009. Di ciò aggiornavo per iscritto i mittenti consueti. A tutt’oggi gli autori delle sottrazioni subìte non mi sono noti, la violazione perpetrata a mio danno è chiaramente riferita nella denuncia del 30/8/2008.
Ebbene, dal 2009 avvennero altre anomalie e abusi, mirati a ribaltare quanto da me denunciato, giacchè senz’alcun contrordine da parte mia, qualche mittente reindirizzava la corrispondenza al mio domicilio, altrettanto stranamente la posta non veniva sottratta…L’autore del contrordine non mi è noto, chiunque sia, ha deliberatamente e contro legge capziosamente voluto ribaltare i fatti da me denunciati. Un disonesto artefizio, che a me confermerebbe la matrice autoriale.
Ma non è tutto. Con altrettanto artefizio in data 19/5/2009 mi veniva estorta la mia firma per il ricevimento di un falso avviso di consegna a seguito di una racc. con prova di consegna. Dubitando dell’abuso della mia firma mi attivavo sistematicamente presso i competenti uffici postali, interessando anche la direzione regionale delle PPTT, senza alcun esito. I fatti soprariportati in sintesi sono debitamente descritti nella denuncia del 2009. Indispensabili e ulteriori puntualizzazioni a riguardo sono ancora contenute nella denuncia del 2010 .
Abuso alla corrispondenza elettronica
Come riferito nella denuncia del 23/11/11 in data 18/8/2011 ricevevo una email apparentemente da Gmail, in cui mi si chiedeva la conferma dei miei dati e la password, che riscontravo, giacchè presumevo trattarsi di verifiche dell’amministratore. Di fatto, da allora non riuscivo più ad accedere alla mia corrispondenza. Con l’ausilio del forum di assistenza accedevo il 30/8/2011. Alla riapertura della mia casella di posta trovavo delle brutte sorprese: innanzitutto, l’autore della violazione,ovveroVodacom.co.za:41.29.194.192, Inoltre, tutta la mia corrispondenza dal 19/8 non risultava pervenuta, e ancora, accedendo alle impostazioni per i “filtri-messaggi ricevuti” rilevavo, che il reo aveva deviato la mia corrispondenza verso il suo indirizzo di posta elettronica “goobabe ….hotmail”.
Ripercussioni subìte
In conseguenza degli eventi criminosi il mio livello di guardia è altissimo e ad ampio spettro, tutte le mie energie sono state assorbite dagli eventi in corso: la mia vita relazionale, le mie abitudini quotidiane, i miei interessi culturali sono trascuratissimi, dato che devo anteporre l’emergenza in questione. Ma soprattutto il mio stato di salute ne sta risentendo in modo immane, come gia scritto all’esordio della presente denuncia pubblica.
Considerazioni finali
Che la persona singola in taluni contesti privi di alcun freno inibitorio è possa essere considerata “l’elemento variabile” ridotta a puro oggetto della pornografia altrui con il ricorso a sistemi annichilenti l’arbitrio e l’autodeterminazione individuale, è un dato di fatto non escludibile assolutamente a priori. Inoltre, ciò può avvenire tanto da parte maschile che da parte femminile, all’insegna della bulimia, dell’orda di crimini collettivamente compiuti, sotto la protezione di facciata della famiglia. Retrive e becere mentalità da presunti impuniti, pur tuttavia, persistendo prostituendo credibilità con maschere da subdoli devoti di moralità e religiosità d’accatto: questa è l’ampiezza (?) degli orizzonti esistenziali, culturali, oltre che spirituali di pacchiana marca. Del resto le stese Sacre Scrittute ne menzionano: “Il cuore dei saggi è in una casa di lutto e il cuore degli stolti in una casa di festa” (cit. Qoelet, Ecclesiaste, La Sacra Bibbia, ed. Cei, 1982). Oppure più esplicita è la traduzione edita da Adelphi nel 2001: “Il cuore degli stolti abita in un bordello”, cap. 7, 4.
Troppi sono gli atti ritorsivi e intimidatori scatenati a danno della vittima, nel vano tentativo di condizionarla mentalmente e manipolarle il comportamento, il cui evidente intento la riduzione al silenzio e all’isolamento sociale, oltre che criminalizzarla, ribaltando i ruoli. A tale ambito annichilente pertengono proprio le ingiurie, le calunnie e le diffamazioni, come se la prova della propria verità ed innocenza fosse la delegittimazione altrui, semmai è vero il contrario, occorrerebbe sempre porsi il quesito: “qual è l’interesse del calunniatore”, “che la tale o il tale stia forse tentando di tutelare se stessa/o”. La/il criminale confida nell’efficacia manipolatoria della sua diffamazione in ordine a un presunto ed errato parterre a suo favore.
Non ho tv, l’immondezzaio esibizionistico lo lascio ad altri, a chi meno è e piùsi mostra: ugualmente chi non ha niente da dire, non è capace di fare silenzio o forse …si: diffamare ulteriormente. Una diceria, calunniosa o meno o anche peggio si diffonde con tanto maggiore rapidità quanto più incontra bestiali istinti diffusi come un’aspettativa bulimica, senza identità morale nè sessuale. Uomini contro donne, ma anche donne contro donne, in una perversissima spirale antagonista, senza esito per la persecutrice e il persecutore. La diffamazione è come il potere mediatico, perchè esige la spettacolarizzazione il suo eccesso, occulta i crimini di alcuni e crea l’artefizio dell’immondo mostro qual non è la vittima, persona integerrima moralmente. Anche questo è pornografia, ad uso di coloro le quali e i quali in assenza di vita propria ricorrono a distruggere l’indiscusso valore altrui. Del resto gli scandali sessuali sono montati da chi è privo di ogni ambizione di esemplarità morale forse anche istituzionale. A tale attività mistificatoria screditante la vittima, si tenta talvolta la carta della pazzia, supportata da motivazioni fallaci e facilmente smontabili, attivando il solito canale preferenziale del “mi manda Picone”, con l’uso di personaggi corruttibili e compiacenti. Per meccanismi oscuri e perversi tale ulteriore offesa è a volte recepita dai supporters vari, compreso qualche Centro psico-sociale, salvo poi a un tentativo di psichiatrizzazione seguire la denuncia per diffamazione da parte della vittima: è forse già successo?
Tali soggetti vivono soltanto in contrapposizione al prossimo considerato estraneo, usano la prevaricazione e la sopraffazione secondo un criterio sistematico, aduso tipico dei sadici. Ma questo non basta loro, vogliono privarlo della sua identità e della sua rettitudine, riversando il fango che a loro stessi esubera; vogliono privarlo del valore migliore della vita, che loro stessi ignorano riversi come sono alle piccinerie, agli infantilismi, alle meschinità e ai crimini turpi; il loro obiettivo è annientare come prova della loro esistenza, se tale può definirsi una vita sprecata all’insegna dell’odio. Vivono come animali da branco, che continuamente devono braccare chiunque capiti loro sotto tiro, meglio se con determinati requisiti atti a garantire l’impunità, secondo la loro mentalità ristretta, ammesso che comunque ne abbiano una.
Da troppi anni si rileva il deterioramento di ogni etica, l’erosione del concetto di rispetto e del riconoscimento del prossimo come proprio pari: il chiaro riferimento è rivolto alla crescente misoginia, che riguarda anche le donne medesime l’una contro l’altra, secondo criteri dettato da pregiudizi, che parevano morti e sepolti alla fine degli anni settanta. Invece …. invece rieccoli ridestati come l’idra di Lerna, più feroci che mai. Questa non è la sede adatta all’analisi del tal fenomeno spaventoso, non di meno alcune convinzioni pertinenti urgono di essere dette e scritte, la cui principale è relativa alla dicotomia tra femminilità e spettacolarizzazione, ancor di più se la femminilità è quella di un soggetto comunemente definito handicappato.
Se molto è il vissuto della donna handicappata, scarsa o nulla è la considerazione usata riguardo la sua fisicità, esperita a senso unico purtroppo proprio dalle deformazioni più o meno palesi, dalle malattie, dagli esami medici di routine, ect. In altre parole si trattadi una fisicità vissuta spesso solo con la sintassi della sofferenza, a cui di pari passo si costruisce e si evolve il senso della sacralità inviolabile del proprio organismo, la cui base principale è costituita proprio dall’indispensabile pudore. La presenza di una malattia viene corretta dalla valorizzazione di altri pregi morali, culturali e spirituali, non costituenti nè merce di scambio, nè baratto corrente. Raramente si conosce l’altro livello, mi riferisco proprio alla maternità ed alla possibilità di costruire una famiglia propria, che potenzialmente potrebbero risanare gli altri limiti esistenti. Se ciò non avviene, non è conseguenza di una propria scelta, al contrario è l’esito della discriminazione sociale, machista, condivisa dalle concittadine di genere, che se maritate anche a una nullità, a torto intendono assurgere a un elevato rango sociale, con buona pace dei contenuti morali, mac ‘è di peggio. Ritengono la fisicità della donna handicappata al pari della terra di nessuno, insomma una vera e propria zona franca da regole, dove tutto può essere ordito per variegare il ménage coniugale, parentale, amicale e via di seguito, anche di gruppo, scambiando, diffondendo anche via web e lucrando dai filmati pornografici. A danno della vittima.
Redarre la presente denuncia pubblica finalizzata all’acquisizione di maggiori elementi utili all’investigazione giudiziaria mi ha comportato immane sacrificio relativamente all’anonimato e alla riservatezza, come assunti comportamentali di un’intera vita affatto improntato nè all’esibizionismo, nè al chiacchericcio vacuo e fatuo, men che mai al vittimismo. A tutt’altro ho improntato la mia esistenza cioè a coltivare le mie capacità volte all’affermazione tanto professionale che sociale. A difesa del mio pudore non ho mai ritenuto dignitoso esporre deficit, fossero specialmente quelli fisici. Ma se altri strumentalizzano il mio stato di potatrice di handicap fisici, ritenendo a torto che tale condizione sia sinonimo di handicap mentale e/o anche considerarmi un essere inferiore privo di moralità e status sociale o di altro, e in funzione di tale convinzione usare il discrimine mirato al compimento di reati in uno stato di presunta impunibilità, sono in errore. Ma non solo: loro stessi dimostrano di non essere degni del diritto di cittadinanza di un consorzio civile, sono proprio loro gli emarginati da perseguire a causa dei reati compiuti.
Milano, 9 Aprile 2014
Patrizia Cordone

Written by rudy2

April 29, 2014 at 11:04

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